"Picturae"

Mostra personale di Armando Calvelli, uno degli artisti vincitori del bando di selezione pubblica promosso dal Comune di Persiceto per la concessione di spazi espositivi a promozione di attività artistiche

Dal 29/09/2017
Al 08/10/2017
Dove
Sala mostre di Palazzo SS.Salvatore
Piazza Garibaldi 7
Orario

Vari orari

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Mostre
Ingresso libero

 

Inaugurazione venerdì 29 settembre ore 17.30

Orari:
martedì, mercoledì, giovedì, venerdì  17-19
sabato, domenica 10-12 / 17-19

Armando Calvelli vive e lavora a Crevalcore. E’ diplomato al liceo artistico e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Percorso fotografico:
Fotografo e stampatore presso lo studio Villani di Bologna
Curatore e insegnante in diversi corsi fotografici a Bologna, Ferrara, Crevalcore.
Ha partecipato a diverse mostre fotografiche in Italia e alla Biennale di Berlino.
Per alcuni anni collaboratore della rivista FMR.
Dal 1987 lavora presso il suo studio a Crevalcore. Ha pubblicato alcune raccolte fotografiche sul territorio Crevalcorese. Come pittore ed illustratore ha esposto presso varie gallerie d'arte nelle maggiori città italiane ed europee, ha partecipato a diverse mostre di fumetti e cultura, ha collaborato con riviste di moda, fumetto e illustrazione. E' stato insegnnate ai corsi di disegno e scuola del nudo. Negli ultimi anni ha partecipato a mostre collettive e personali.

Il filo conduttore di queste opere recenti di Armando Calvelli in mostra a Palazzo SS. Salvatore di San Giovanni in Persiceto è dato proprio dalla giusta misura dello sguardo dell’artista. Attraverso una serie di universi polimorfi l’autore propone dimensioni “altre” di possibilità moltiplicate. I personaggi rappresentati ci arrivano frazionati, smantellati e ricostiuiti da un’incessante operazione di riscrittura costitutiva della significazione grafico-pittorica. Il corpo è il vero oggetto dell’universo artistico in cui l’autore vuole condurre il visitatore. Sono presenze e insistenze di anatomie che si moltiplicano, che, provenienti da altri supporti, prendono forma quasi per “accidens” su nuovi supporti. La riflessione critica sui limiti della fisicità diventa un modo per negare l’universo figurativo tradizionale e sollecitare la fondazione di un “vedere iniziale” da cui ripartire per mettere i nostri occhi in un circuito permanente. La messa in dubbio della modalità di adesione al reale conduce Calvelli non ad oscillare tra realismo ed astrazione ma ad accoglierli entrambi nel processo creativo. É la modulazione del modo di percepire così come è la rielaborazione dell’estrema fluttuazione dell’universo figurativo a dare ragione della loro compresenza. Legato alla pittura “classica” ama sapientemente reinventarla perchè è un modo per non allontanarla dalla sua e nostra memoria. Angeli contemporanei portano all’interno della ricerca dell’artista un valore aggiunto. Nelle immagini di queste figure ibride, alate, per metà uomini e per metà messaggeri del cielo che irrompono nei territori dello scetticismo contemporaneo, si nasconde pur tuttavia la ragione di una differita ricerca di spiritualità. Sono forme transitorie continuamente in bilico tra l’esistenza terrena e quella dell’aldilà; si collocano tra la realtà fisica e un’immaginazione “metafisica” senza perdere mai la pregnanza della loro attualità. Ciascuno ha il suo angelo! Calvelli unisce un disegno quasi accademico ai linguaggi della contemporaneità. Ricerca l’informale a partire dalla riproduzione dei muri scrostati di Pompei o degli affreschi distrutti dal tempo per approdare a posizioni più strutturate e molto coinvolgenti. In ogni caso è sempre presente l’idea della rappresentazione di una rappresentazione. È un modo di operare la messa in discussione della mimesi come copia fedele della realtà. Per la verità la presenza di figure in forma di angeli è più legata all’antropologia culturale che non ad una teologia specifica di fondo. Dalla magia alle favole, dalla mitologia alle religioni misteriche questi angeli (abitanti della terra che possono volare o abitanti del cielo che possono muoversi sulla terra) sono sempre portatori di messaggi di speranze, di sogni, di bellezza. A meno che, absit iniuria verbis, non vogliano essere metafora di quella “parte degli angeli” che durante l’invecchiamento del whisky scozzese evapora dalle botti e si dipana nell’aria. (Gianni Cerioli)

Comune di San Giovanni in Persiceto
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