Accoglienza profughi

Sulla base dell’accordo Stato-Regioni 25 profughi provenienti dall’Africa sub-sahariana sono stati accolti sul territorio di "Terred'acqua" nei moduli abitativi messi a disposizione a Persiceto dalla Protezione Civile.

Il progetto di accoglienza rientra nel piano nazionale di distribuzione dei profughi nelle varie regioni e prevede che in questa prima fase di emergenza i Comuni di "Terred'acqua" garantiscano loro vitto e alloggio con spese a carico dello Stato. La loro destinazione nel comune di Persiceto è stata concordata a livello distrettuale - insieme alla Provincia e agli altri Comuni di "Terred'acqua" (Anzola, Calderara, Crevalcore, Sala e Sant’Agata) - vista la disponibilità di cinque moduli abitativi presso la sede locale della Protezione Civile. Il personale comunale dei settori Lavori Pubblici e Servizi sociali si è subito attivato per l' accoglienza: le risorse economiche regionali a disposizione sono state usate per sistemare sia l’area esterna che i moduli abitativi con la copertura, l’allacciamento delle utenze e l’acquisto degli arredi.

Dopo la prima accoglienza e la registrazione a cura della Protezione civile nazionale, all’arrivo dei profughi a Persiceto sono stati svolti colloqui individuali per raccogliere informazioni di tipo anagrafico e sullo stato di salute in collaborazione con la cooperativa Lai Momo che si occupa di mediazione culturale e linguistica. Il gruppo di profughi è composto da 25 giovani uomini, di età compresa tra i 18 e i 31 anni, originari del Mali ma provenienti dalla Libia, dove alcuni di loro vivevano e lavoravano da diversi anni e da cui sono fuggiti a causa del conflitto. Il livello d’istruzione è basso: solo la metà degli ospiti è alfabetizzata e conosce il francese oltre al bambara (lingua della principale etnia del Mali); la restante metà non sa né leggere né scrivere e parla solo il bambara. Lo stato di salute generale è buono e tenuto sotto controllo con visite periodiche.

“Sono persone che erano già immigrate dal loro paese d’origine, il Mali, in cerca di lavoro per sostenere le famiglie - sottolinea Sonia Camprini, assessore alle politiche sociali -. Giunti in Libia, sono dovuti scappare perché è scoppiata la guerra e hanno affrontato un viaggio durissimo che molti non riescono a superare. Ci siamo resi disponibili ad accoglierli non solo sulla base delle indicazioni governative e dell’accordo con le regioni, ma anche per tradurre in concreto la solidarietà che spesso dichiariamo a parole. Siamo lieti di poter dare un contributo al nostro Paese in questa situazione difficile ma soprattutto di poterci rendere utili nell’aiutare effettivamente queste persone. Sappiamo di essere una comunità accogliente e solidale, lo testimonia la grande disponibilità dei volontari della Protezione Civile e di tanti altri gruppi che ci stanno supportando. Continueremo quindi a coinvolgere sempre più associazioni e persone desiderose di dare una mano e condividere lo spirito di questa accoglienza”.

Tramite il contributo giornaliero di 40 euro a persona erogato dal Governo italiano il Comune deve garantire vitto e alloggio, vestiario e prodotti per l’igiene personale, orientamento e assistenza nella procedura di richiesta di asilo e nell’accesso ai servizi socio-sanitari, mediazione interculturale e interventi di integrazione sociale. Al momento parte dei pasti per i profughi è fornita da Matilde Ristorazione e parte è direttamente preparata dagli ospiti. Gli indumenti sono stati raccolti grazie ai volontari del Centro Missionario. La cooperativa Lai Momo garantisce una presenza costante nel centro di accoglienza effettuando verifiche quotidiane sulle presenze (se assente per 3 giorni consecutivi il profugo perde il diritto all’ospitalità) e programma alcune occupazioni su base settimanale con l’obiettivo di responsabilizzare e coinvolgere in prima persona i profughi.

Fra le prime iniziative è stato organizzato un corso di italiano oltre ad altre attività ricreative in collaborazione con le associazioni di volontariato locali. Finora i ragazzi hanno partecipato a eventi sportivi e culturali accompagnati da operatori della cooperativa o da volontari, in occasione ad esempio dei Mondiali antirazzisti a Castelfranco e di un laboratorio di pittura organizzato dal Forum Giovani Persiceto.

In collaborazione con la Polizia di Stato i profughi hanno presentato richiesta di asilo. In attesa dell’esito della domanda hanno ricevuto un permesso di soggiorno provvisorio che tuttavia non consente loro di svolgere attività lavorativa per i primi sei mesi. Nel frattempo possono comunque svolgere attività socialmente utili sulla base delle indicazioni della Regione. Per facilitare il futuro inserimento lavorativo la cooperativa Lai Momo ha avviato un percorso d’informazione e orientamento per agevolare la comprensione del contesto di vita italiano.

Ultima modifica 01/08/2011 11:49

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