Museo archeologico ambientale

Un viaggio nel tempo

Il Museo archeologico ambientale si trova all’interno dell'ottocentesca Porta Garibaldi, che conserva inalterate le caratteristiche di ex carcere mandamentale (grate, celle chiuse da doppie porte con spioncini, scritte e graffiti sulle pareti, il parlatorio per gli incontri tra detenuti e familiari, le zone di sorveglianza).

La struttura museale è nata con lo scopo di offrire una chiave di lettura dei ritrovamenti archeologici nel territorio persicetano, fornendo un quadro vivo ed esauriente del popolamento dell’area e delle trasformazioni ambientali che l’uomo ha contribuito a realizzare nel corso delle diverse epoche storiche. Il percorso di visita è articolato su tre piani: si inizia con una parte introduttiva sulla storia delle ricerche archeologiche nella zona e una sintesi sulle età del bronzo e del ferro. Si passa quindi alle tre sezioni fondamentali in cui è articolato l’allestimento: età romana, età medievale, età rinascimentale.

Ogni sezione, contraddistinta da un colore tematico, offre al visitatore una ricca serie di reperti archeologici rinvenuti a più riprese nel territorio persicetano ed è inoltre corredata da pannelli espositivi, illustrazioni, disegni e ricostruzioni. L’obiettivo è cercare di ricostruire su basi concrete l’evoluzione degli stili di vita e del rapporto uomo-ambiente, analizzando le modalità di occupazione del territorio, i tipi di abitazione, gli oggetti d’uso quotidiano, l’economia e le attività produttive, l’alimentazione e l’abbigliamento.

Le tre sezioni

La sezione romana fornisce informazioni relative al periodo tra il I secolo a.C. e il V secolo d.C. ed è focalizzata sui temi dell’edilizia rustica, dell’arredo domestico e delle attività economiche della campagna. Offre una campionatura di laterizi, elementi pavimentali e decorativi, frammenti di ceramiche, lucerne, pesi da telaio e altri oggetti in metallo.

La sezione medievale espone materiali e documentazione relativi a un sito fortificato del X-XI secolo venuto alla luce nel 1990 presso la località Crocetta di Sant’Agata Bolognese. Tra i reperti in mostra vi sono armi, vasellame, elementi del vestiario e ornamenti, frammenti di bicchieri in vetro soffiato e denari in argento.

La sezione rinascimentale illustra le trasformazioni del territorio e del centro urbano di Persiceto tra XV e XVI secolo. Fra i numerosi oggetti presenti, si segnalano alcuni frammenti di stoviglie, resti in ceramica lavorata, fiasche da pellegrino, elementi di ritrattistica e araldica, doni di fidanzamento ed esemplari recanti simbologie religiose o vegetali.

L’uomo e l’ambiente

Strettamente connesso all’ambito archeologico è l’aspetto ambientale. In ogni sezione tematica, infatti, vengono esposti reperti lignei (palizzate) o carpologici (semi) provenienti da scavi locali che forniscono una ricostruzione dell’assetto ambientale della nostra area dall’età romana ad oggi. L’ambiente, nel mondo antico come oggi, ha influenzato notevolmente la vita e le attività umane ed è stato a sua volta modificato dall’intervento dell’uomo, come testimoniano i cambiamenti nel corso del tempo (dai primi disboscamenti all’agricoltura, dalla centuriazione alla creazione di reti viarie, dall’introduzione di nuove specie vegetali e animali fino alle bonifiche).

Parte integrante della struttura museale è il Laboratorio Archeoambientale del Centro Agricoltura Ambiente allestito presso l’Area di Riequilibrio Ecologico “La Bora” (via Marzocchi 16). I percorsi espositivi sono studiati per essere direttamente collegati ai beni storico-ambientali del territorio: ad esempio, l’area centuriata tra Persiceto e Sant’Agata Bolognese, alcune zone ricche di piantate e maceri, la Pieve romanica di San Biagio a Sala Bolognese e i Castelli dei Ronchi, di Palata e di Galeazza nel comune di Crevalcore.

 

Informazioni:
tel. 051 6871757, fax 051 823305, maa@caa.it
www.museoarcheologicoambientale.it

Ultima modifica 15/04/2011 15:42

Azioni sul documento