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Le Vasche di Tivoli-Manzolino

Riconosciute dalla Comunità Europea come Sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale

Da allevamento ittico a oasi naturalistica

Le vasche di Tivoli-Manzolino sono ampi bacini d’acqua situati nelle campagne tra Persiceto e Castelfranco, in origine utilizzati come vasche di allevamento del pesce o per l’immagazzinamento dell’acqua. Sin dal 1880 la zona ha sempre avuto una grande vocazione per le attività legate all’acqua, che raggiunsero l'apice nel dopoguerra quando si affermò l’allevamento del pesce rosso. Dopo un boom del mercato raggiunto negli anni Settanta, oggi l'allevamento del pesce rosso si è notevolmente ridotto e rimangono in attività solo sette vasche. Le altre sono diventate un ideale rifugio per uccelli, testuggini palustri, rane, tritoni e insetti acquatici.

Parte del sito è di proprietà del Comune che ha permesso di renderlo accessibile seguendo determinati percorsi di visita, attrezzati per un osservazione rispettosa della flora e della fauna presenti. I bacini sono suddivisi in vasche di Tivoli (di cui una parte a nord di via Grignani e una presso via Garzolè) e in vasche di Manzolino nel comune di Castelfranco Emilia (Modena).

Vasche di Tivoli – via Grignani

Il sito occupa complessivamente un’area di 29 ettari di zone umide e tre ettari di rimboschimento dove, nel 2001, un cacciatore uccise una rarissima aquila imperiale, oggi conservata presso l’Istituto nazionale per la fauna selvatica. Nelle vasche del sito l’habitat prevalente è quello palustre, con  presenza di aree completamente ricoperte da canneto. Le basse lame d’acqua (terreni paludosi formati dal raccogliersi delle acque), mantenute con prelievi effettuati dal canale di San Giovanni, e le barene fangose (dossi sabbiosi che emergono dall’acqua) favoriscono la presenza di uccelli limicoli, anfibi e rettili (rane verdi, raganella, tritone crestato, natrice dal collare e tassellata). L’area, accessibile unicamente a piedi da via Grignani, è dotata di un percorso di visita con punti attrezzati per l’osservazione e pannelli di approfondimento.

Vasche di Tivoli – via Garzolè

Il complesso di vasche posto a nord-ovest presenta invece acque più profonde (circa un metro), ideali per uccelli tuffatori come lo svasso maggiore, il tuffetto, il cormorano e diverse specie di anatre. Le sponde sono popolate anche da aironi bianchi e cenerini, garzette e nitticore. Su alcuni pioppi adiacenti si è stabilita da alcuni anni una piccola garzaia (nido per diverse specie di aironi). Fuori dai confini dell’area, più a nord delle vasche di via Garzolè sorge un’altra zona umida di carattere palustre in cui vivono soprattutto uccelli trampolieri e limicoli. Entrambe le aree sono accessibili solo concordando la visita guidata con il Comune.

Vasche di Manzolino

Nel territorio di Castelfranco Emilia si trova parte della cassa di espansione del Canale di San Giovanni (39 ettari circa), realizzata nel 1965 per difendere Persiceto e la frazione di Decima da possibili esondazioni. La cassa è costituita da tre bacini recintati, osservabili da specifici punti schermati posti sulla collinetta dell’ex discarica e sulla torretta di via Carletto. Dal momento che le finalità idrauliche del sito non hanno mai impedito che fungesse anche da zona naturalistica, nel 1984 fu istituito come oasi faunistica. Si notò infatti che le vasche costituivano un richiamo straordinario per molte specie, tra cui testuggini palustri ed innumerevoli uccelli: svassi, rallidi, aldeidi, mignattini, anatre tuffatrici e di superficie, cavalieri d’Italia, avocette e molti altri.

Un sito di importanza comunitaria

Le Vasche di Tivoli–Manzolino costituiscono quindi un importante sito per la conservazione di ambienti e specie animali e vegetali, tanto da essere entrate a far parte del sistema “Rete Natura 2000”, la rete ecologica europea del XXI secolo. Il luogo è stato infatti definito come “Sito di Importanza Comunitaria” e come “Zona di protezione speciale”. Nel sito sono segnalati, soprattutto nel periodo migratorio e invernale, numerosi uccelli acquatici, tra cui almeno 15 specie di interesse comunitario, come l’airone rosso, la sterna comune, il falco di palude, il falco pescatore e l’albanella reale. Sono state poi segnalate presenze di un’aquila imperiale nel 1991 e di due aquile di mare nel 1994. Il progetto Rete Natura 2000 e l’impegno della locale sezione Wwf hanno l’obiettivo di preservare la biodiversità del territorio e al tempo stesso di valorizzare il patrimonio ambientale rendendolo accessibile a cittadini e visitatori.

 

Ultima modifica 16/06/2010 17:14
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