Palazzo comunale

 

Affacciato su piazza del Popolo, il Palazzo comunale si trova su un’area un tempo occupata da diversi edifici, tra cui l’antica Casa del Comune, il Palazzo del Vescovo e il palazzo Bentivoglio. Una stretta viuzza, coincidente con l’attuale loggia del Municipio, divideva il palazzo comunale dal palazzo del Vescovo, a cui era all’epoca conferita la giurisdizione sul territorio. 
Alla fine del ‘400, Giovanni II Bentivoglio, signore di Bologna, fece costruire dall’architetto bolognese Gaspare Nadi (1418-1504) un vasto palazzo che prendeva il posto della vecchia residenza del vescovo, nel frattempo divenuta una locanda. Nel 1578 la vecchia Casa del Comune venne ricostruita per ordine di Pietro Boncompagni, fratello di Papa Gregorio XV e podestà di San Giovanni, e trasformata in sua residenza di rappresentanza e perciò chiamata casa del Podestà. Nel 1612, palazzo Bentivoglio fu venduto alla comunità persicetana, che ne fece la propria residenza, ingrandendolo ed inglobando anche la casa del Podestà.

Nella sua lunga storia, il palazzo comunale di Persiceto è stato teatro di tanti avvenimenti ed ha ospitato numerosi personaggi storici. Nel 1532, ad esempio, vi fu ospitato Carlo V, in viaggio verso Bologna dove sarebbe stato incoronato re d’Italia. In quell’occasione il re, grato dell’ospitalità ricevuta, nominò cavalieri il conte Marc’Antonio Marsigli, allora proprietario del palazzo, e i suoi due figli. Nell’agosto del 1856, anche papa Pio IX, l’ultimo papa-re, fu ospite a Persiceto.

Oggi il palazzo si presenta come un’ampia costruzione su alto porticato. Sulla facciata possiamo notare come gli undici finestroni del primo piano siano in corrispondenza delle arcate sottostanti. Il secondo piano, invece, risale ai lavori di ristrutturazione del 1909, nel corso di quali il primo piano fu dotato di balcone (qui venne alla luce lo stemma di uno degli antichi amministratori della città, Ludovico de Bovi, pretore di Persiceto nel 1670). Percorrendo la loggia che attraversa il palazzo, possiamo notare, sulla destra, un cortiletto, che è quanto rimane dell’antico palazzo Bentivoglio: vi si possono ancora ammirare tracce del loggiato superiore, capitelli in arenaria e decorazioni in cotto.

Un ampio scalone settecentesco, realizzato su disegno dell’architetto Giuseppe Tubertini (1759-1831) conduce ai piani superiori. Alla base è collocato il gruppo in gesso di Luigi Antonio Acquisti (1745-1823) rappresentante il Ratto delle Sabine. In cima allo scalone si accede ad una galleria, alle cui pareti sono affisse alcune lapidi a memoria della visita di Carlo V nel 1523, della donazione delle acque del canale di San Giovanni da parte dell’imperatore Lotario e dei privilegi di Papa Eugenio III. Al termine della galleria si trova l’ingresso della Sala del Consiglio. La sala attigua, adibita invece alle riunioni della Giunta comunale, presenta sul soffitto una tela d’inizio ‘900 che raffigura presumibilmente il Lavoro.

facciata del Municipio di Persiceto "Ratto delle Sabine" di Luigi Antonio Acquisti sala consiliare del Municipio di Persiceto scalone d'accesso e cortile interno del Palazzo comunale
Data dell'ultimo aggiornamento:
18/11/2015

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