Il “Punto di incontro San Giovanni”, esempio di welfare locale
Durante il convegno regionale “Per un nuovo welfare: esperienze generative”, tenutosi venerdì scorso 13 gennaio, il “Punto di incontro San Giovanni”, il servizio diurno rivolto ad anziani con diverso grado di autosufficienza gestito dal Centro Fomal in collaborazione con la Cooperativa Fanin, è stato citato come esempio positivo di welfare locale che genera valori.
Nella mattinata di venerdì 13 gennaio presso la Regione Emilia Romagna si è svolto il convegno per illustrare la ricerca “Un nuovo welfare: esperienze generative”, nata nell’ambito del Tavolo economia Sociale, composto da funzionari della Regione ed esponenti delle tre centrali cooperative e del Forum del Terzo Settore e condotta dal Servizio Programmazione e sviluppo dei servizi sociali, dal Nucleo di valutazione e da Ervet, con il contributo metodologico di Aiccon. Il lavoro, attraverso una metodologia innovativa e fortemente centrata sul coinvolgimento diretto dei soggetti, ha cercato di fornire risposte ad alcuni quesiti, come l’apporto allo sviluppo del territorio da parte del Terzo Settore, gli indicatori per leggere la coesione sociale e l’innovazione sociale e i meccanismi che generano valore per la collettività.
Durante la presentazione della ricerca, il comune di Persiceto è stato fra i primi citati nell’ambito dei “casi studio”, a proposito dell’esperienza dell’Associazione “Punto d’incontro San Giovanni”, un servizio diurno rivolto ad anziani con diverso grado di autosufficienza, che offre assistenza qualificata, momenti di compagnia ed attività ricreative e riabilitative, nato dalla collaborazione fra Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Comune di San Giovanni in Persiceto, Parrocchia di San Giovanni Battista, Arad, Cooperativa G. Fanin nell’ambito territoriale dei comuni di Terre d’acqua (Anzola dell’Emilia, Calderara di Reno, Crevalcore, Sala Bolognese, San Giovanni in Persiceto, Sant’Agata Bolognese).
Al convegno, che è stato chiuso in tarda mattinata dal presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani e dal sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Cecilia Guerra, erano presenti anche il Sindaco di San Giovanni in Persiceto e Diego Bertocchi, direttore del Centro Fomal di Persiceto.
“Siamo molto orgogliosi – dichiara il sindaco Renato Mazzuca- di essere stati citati come esempio positivo, nel contesto di una ricerca di grande valore e ampio prestigio, e siamo altrettanto orgogliosi di ospitare sul territorio realtà come il Fomal, con cui collaboriamo da sempre con l’obiettivo di trasformare i valori aggiunti di questa partnership in servizi utili alla comunità”.
“Ci sembra –dichiara Diego Bertocchi, direttore del Fomal di Persiceto- che la partnership sussidiaria messa in campo tra pubblico, privato, enti religiosi e fondazioni, nonché le caratteristiche peculiari del servizio offerto - incontro tra bisogni e risorse delle famiglie, supporto e integrazione tra bisogni e risposte assistenziali e sociali, accesso e fruizione flessibile e personalizzata al servizio, promozione della socializzazione della assistenti domestiche ecc. - disegnino un progetto piccolo ma potenzialmente molto interessante di “sanità leggera” e di promozione di capitale sociale di comunità, con costi ragionevoli in relazione ai benefici prodotti, in grado di essere trasferito anche su altri territori.”
Maggiori informazioni sul convegno su http://sociale.regione.emilia-romagna.it/primo-piano/per-un-nuovo-welfare-esperienze-generative
Scheda informativa “Punto d’incontro San Giovanni”
Il “Punto d’incontro San Giovanni” nasce nel 2003 nell’ambito del Progetto Anziani della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, per iniziativa del Comune di San Giovanni in Persiceto e grazie al contributo della Parrocchia di San Giovanni Battista che mette a disposizione un locale all’interno della canonica, sita in zona centrale (piazza del Popolo). L’obiettivo è l’integrazione dell’assistenza domiciliare per anziani non autosufficienti con un servizio diurno di prevenzione e riabilitazione di capacità compromesse, nonché l’offerta di attività di socializzazione e intrattenimento rivolte anche ai care-givers. La Fondazione finanzia l’investimento iniziale in attrezzature e copre parzialmente le spese di gestione annuali, sotto forma di co-finanziamento delle rette giornaliere secondo fasce di reddito. Viene costituita l’Associazione Punto di incontro, cui aderiscono il Comune, che effettua la valutazione di ammissione degli anziani, la Parrocchia, che mette a disposizione i locali e coordina la rete di volontari, e la Cooperativa Sociale G. Fanin, incaricata della gestione del servizio.
Il servizio, fruibile inizialmente solo alla mattina, viene potenziato a partire dal 2008, grazie al contributo del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza, con l’apertura pomeridiana e nei mesi estivi (compreso il mese di Agosto). Il personale qualificato propone attività di animazione, ginnastica dolce, esercizi di mantenimento delle capacità cognitive e mnemoniche, interventi specialistici gestiti da tecnici dell’AUSL, feste e visite guidate, ed attività di auto-mutuo-aiuto a favore dei familiari degli anziani. In caso di necessità, i servizi sociali garantiscono il servizio di trasporto dal proprio domicilio; inoltre è attivo un servizio mensa.
La fruizione del servizio, attualmente offerto su tutto il territorio del Distretto Pianura Ovest, è flessibile in base al bisogno, con tariffe giornaliere e la possibilità di consumare o meno il pasto. Gli anziani accompagnati da un proprio familiare che non richiedano assistenza accedono gratuitamente. Per la sua felice collocazione, che ne favorisce l’integrazione con la comunità locale, il centro è frequentato anche da anziani autosufficienti in cerca di compagnia e/o desiderosi di offrire il proprio contributo come volontari.
Attualmente il centro è frequentato da una media di 20 anziani, mentre l’iniziativa di informazione/formazione e consulenza rivolta ai care-givers “Parliamone insieme”, articolata in incontri

