Allerta per temperature estreme

La Regione Emilia Romagna ha emesso un’allerta meteo per temperature estreme per venerdì 12 luglio, giornata in cui è previsto un ulteriore aumento delle temperature massime. L’Arpae ha inoltre emanato una previsione di disagio bioclimatico: sul nostro territorio sono previste condizioni di forte disagio per la giornata di venerdì 12 luglio e di debole disagio per quella di sabato 13 luglio.  Si consiglia di usare particolari attenzioni per bambini piccoli, anziani con malattie croniche e le persone non autosufficienti. Si riportano i consigli utili dell’Arpae per limitare il disagio e su come comportarsi in caso di emergenza.

L’allerta della Regione Emilia Romagna prevede, per la giornata di venerdì 12 luglio, un ulteriore aumento delle temperature massime, con persistenza di temperature attorno a 37 gradi sulle zone di pianura centro-orientali, ad esclusione della fascia costiera, e valori localmente superiori ai 38 gradi sulla fascia pedecollinare.

Sul sito di Arpae – Rischio calore è possibile consultare le previsioni per i prossimi giorni, con i dati del disagio bioclimatico nel territorio dell’Emilia Romagna suddiviso per province.

Numeri utili

Azienda Usl Bologna, numero verde 800 562 110, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17, il sabato dalle 8.30 alle 13
Servizio Sanitario Regionale, numero verde 800 033 033, attivo tutti i giorni feriali dalle ore 8.30 alle ore 17.30, il sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.30.

Consigli utili su come limitare il disagio
– consultare ogni giorno il bollettino
– bere molta acqua (almeno 2 litri al giorno) a temperatura non eccessivamente bassa. La temperatura ideale di una bibita, quella che permette un veloce assorbimento e un giusto raffreddamento, è intorno ai 10 gradi. In particolare gli anziani devono prestare particolare attenzione in quanto lo stimolo della sete spesso diminuisce con l’età avanzata
– evitare di bere alcolici, caffè, bevande gassate o zuccherate. L’assunzione di bevande alcoliche deprime i centri nervosi e stimola la diuresi, condizioni entrambe sfavorevoli alla dispersione di calore
– mangiare molta frutta e verdure: fare pasti leggeri, preferendo pasta e carboidrati a carne e formaggi fermentati. Evitare di consumare cibi troppo caldi
– evitare di uscire tra le 12 e le 17. Queste non solo sono le ore più calde della giornata ma sono anche quelle caratterizzate dai livelli più elevati di ozono
– vestirsi con abiti leggeri, di colore chiaro, non aderenti, di cotone, lino o comunque fibre naturali. Assicurarsi che i familiari malati o costretti a letto o anziani non siano troppo vestiti
– usare tende o chiudere le imposte nelle ore più calde; limitare l’uso del forno e dei fornelli, che possono contribuire ad aumentare la temperatura in casa
– evitare il flusso diretto di ventilatori o condizionatori e le correnti d’aria
– non lasciare mai nessuno, neanche per brevi periodi, in macchine parcheggiate al sole
fare bagni o docce con acqua tiepida
– consultare il proprio medico prima di assumere integratori di sali minerali, se si assumono farmaci in maniera regolare
– se la casa è rinfrescata con i climatizzatori, è importante pulirne i filtri periodicamente (sono un ricettacolo di polveri e batteri) e regolare la temperatura a 25-27 ºC, e comunque non troppo più bassa rispetto a quella esterna, in modo da evitare bruschi sbalzi di temperatura, spesso causa di malesseri
ridurre il più possibile l’utilizzo del pannolino per i bambini e gli anziani
– se si è affetti da diabete o ipertensione o da altre patologie che implicano l’assunzione continua di farmaci, è importante consultare il proprio medico di famiglia per conoscere eventuali reazioni che possono essere provocate dalla combinazione caldo/farmaco o sole/farmaco. Tra le più frequenti, vi è l’eccessiva sensibilizzazione alla luce o i cali di pressione e il rischio di svenimento. Chi è affetto da diabete deve esporsi al sole con molta cautela perché, a causa della possibile minor sensibilità al dolore, potrebbe ustionarsi anche in maniera seria
– stare il più possibile con altre persone
– passare più tempo possibile in ambienti con aria condizionata (negozi, o altri luoghi pubblici climatizzati)
– si consiglia di usare particolari attenzioni per i bambini piccoli, gli anziani con malattie croniche (in particolare i diabetici e le persone con difficoltà ad orientarsi nel tempo e nello spazio o con problemi tiroidei), le persone non autosufficienti e quelle che svolgono attività lavorative all’aperto o in ambienti in cui c’è produzione di calore.
Per ulteriori consigli, consulta i dieci consigli del Ministero della salute

Come comportarsi in caso di emergenza
Se si assiste una persona vittima di un colpo di calore, colpo di sole o collasso la prima cosa da fare è chiamare i soccorsi. Nell’attesa, far sdraiare la persona colpita in posizione supina in luogo fresco e ventilato con le gambe sollevate ed eseguire delle spugnature con acqua fredda; se la persona è cosciente, somministrare dei liquidi non ghiacciati (non alcool o caffè). Fra le conseguenze del colpo di calore ci possono essere anche contrazioni e spasmi incontrollabili: in questo caso bisogna fare in modo che la vittima non si ferisca, e non deve ricevere nulla da bere o da mangiare. In caso di vomito, controllare che la via respiratoria rimanga aperta, magari girando la vittima su un fianco.
Nel caso di crampi, non è necessario chiamare il medico. È comunque importante cessare ogni forma di attività fisica per alcune ore, riposare in un luogo fresco e assumere liquidi.

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